Nella quarantaseiesima novella l’abate di San Procolo si scotta la bocca mangiando lasagne coi suoi monaci; e si trovano tutti ingannati a vicenda.

La novella è una rielaborazione in chiave “bolognese” di una novella popolare (una versione ne venne data da Luigi Pulci nel Morgante, XVI 42-43 e da Sacchetti nel Trecentonovelle, XLI 110).

 

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