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Questo sito è un percorso bibliografico digitale  fra le fonti del “caso Mortara”: un caso di cronaca avvenuto nell’ultimo scorcio della Bologna pontificia, che ebbe una vasta eco in tutto il mondo.

Siamo a Bologna, ancora soggetta al dominio pontificio, nel giugno del 1858: un bambino ebreo, Edgardo Mortara, battezzato alcuni anni prima all’insaputa dei genitori da una domestica, viene prelevato dai gendarmi pontifici per ordine dell’Inquisizione e portato a Roma, per essere educato secondo i principi cristiani. La rapida diffusione della notizia provocherà uno scandalo e una durissima polemica dalle conseguenze che ben pochi potevano immaginare.

Benché avvenuto in una città decaduta e ormai provinciale, il cosiddetto “caso Mortara” assume comunque un rilievo internazionale e diviene terreno per un confronto religioso, politico e giuridico fra paesi che avevano enormi differenze sui temi della libertà religiosa e dei diritti dei cittadini.

Nella grande notorietà del “caso Mortara” giocarono un ruolo rilevante sia il contesto internazionale, sia l’emancipazione già raggiunta dagli ebrei in alcuni stati italiani ed europei. Il caso del “bambino ebreo rapito dal Papa” coincise con il momento esatto in cui il processo di unificazione dell’Italia e la crisi dello Stato pontificio portavano in primo piano la questione della separazione tra Stato e Chiesa e costituì per Cavour e il partito liberale un elemento prezioso per influenzare, tramite la pressione dell’opinione pubblica francese, l’alleato Napoleone III, che fino a quel momento aveva sostenuto con le sue truppe il traballante potere papale.