Bibliografia

La bibliografia sul “caso Mortara” è molto ampia, si segnalano solo alcuni studi che si ritengono di particolare interesse:

nel 1960, a cento anni dallo svolgimento dei fatti, il “caso Mortara” viene riportato alla luce da un articolo di Gemma Volli pubblicato sulla rivista «La Rassegna mensile di Israel». Storica e scrittrice, triestina di nascita, ma bolognese d’adozione, Gemma Volli ha condotto studi importanti per la storia delle comunità ebraiche italiane, come la ricostruzione storica del caso del cosiddetto San Simonino. Negli anni successivi l’autrice tornerà sul “caso Mortara” approfondendone alcuni aspetti:

Gemma Volli, Il caso Mortara Nel primo centenario, «La Rassegna mensile di Israel», XXVI, 1-2 (1960), p. 29-39; XXVI, 3 (1960), p. 108-112; XXVI, 4 (1960), p. 149-157; XXVI, 5 (1960), p. 214-221; XXVI, 6 (1960), p. 274-279.

Gemma Volli, Il caso Mortara. Il bambino rapito da Pio IX, introduzione di Ugo Volli, Firenze, Giuntina, 2016, riproduzione facsimilare dell’ed. del 1960.

Gemma Volli, Il caso Mortara nell’opinione pubblica e nella politica del tempo, in Convegno di studi sul Risorgimento a Bologna e nell’Emilia, v. II, «Bollettino del Museo del Risorgimento», a. V, 1960, p. 1087-1152.

Gemma Volli, Alcune conseguenze benefiche dell’affare Mortara, «La Rassegna mensile di Israel», XXVIII, 3-4 (1962), p. 309-320.

Il libro che maggiormente ha contribuito a far conoscere il “caso Mortara” è sicuramente quello scritto da David Kertzer, Prigioniero del Papa Re. La prima edizione fu pubblicata in lingua italiana da Rizzoli nel 1996, l’anno dopo il libro uscì negli Stati Uniti; seguirono diciotto edizioni in altre lingue.
David Kertzer, antropologo e storico americano, esperto di storia italiana e vincitore del Premio Pulitzer 2015, svolge un ampio e accurato lavoro di ricostruzione sia della vicenda sia delle reazioni che sollevò nell’opinione pubblica internazionale e nel processo di autocoscienza delle comunità ebraiche di molti paesi.

 

 

Il libro di Kertzer riscosse un enorme successo e grazie anche alle sue doti di narratore,  raggiunse un pubblico non specialistico e catturò l’attenzione di personalità dello spettacolo come il drammaturgo Alfred Uhry e, soprattutto, del regista americano Steven Spielberg che iniziò a lavorare ad un progetto di film sul “caso Mortara”. Benché al momento non realizzato, è possibile trovare in rete un’enorme quantità di articoli in molte lingue e di siti che citano il progetto.

David I. Kertzer, Prigioniero del Papa Re, traduzione di Giorgio Moro e Brunello Lotti, Milano, Rizzoli, 1996.

David I. Kertzer, The kidnapping of Edgardo Mortara, New York, Knopf, 1997.

 

Un anno dopo Kertzer, anche il giornalista e scrittore italiano Daniele Scalise dedica al “caso Mortara” un  libro nel quale i fatti vengono ricostruiti con ampia documentazione e con uno spiccato taglio polemico nei confronti della Chiesa cattolica:

Daniele Scalise, Il caso Mortara. La vera storia del bambino ebreo rapito dal papa, Milano, Mondadori, 1997.

 

 

 

Il riemergere dell’interesse per la vicenda è connesso con la ripresa della causa di beatificazione di Pio IX che suscitò molte polemiche. Nei lavori fin qui citati, che ricostruiscono con rigore gli eventi, non è difficile scorgere una condanna del comportamento di Pio IX. È infatti innegabile che la sensibilità culturale dei nostri giorni e l’ormai consolidata idea della laicità dello Stato portino a considerare inaccettabile la separazione di Edgardo dalla sua famiglia d’origine decisa dall’autorità.
Tuttavia altri punti di vista, orientati a comprendere e sostenere le posizioni di Pio IX, sono ancora presenti. Il giornalista cattolico Vittorio Messori le riprende in un libro

«Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX». Il memoriale inedito del protagonista del caso Mortara, a cura di Vittorio Messori, Milano, Mondadori, 2005.

basato sull’autobiografia dello stesso Edgardo Mortara, di cui però non sono forniti dettagli precisi circa le fonti originali utilizzate. Messori difende con vigore l’operato di Pio IX, giustificato dai precetti religiosi che lo ispirarono e ripropone la visione di un disegno provvidenziale della vicenda, la stessa interpretazione che ne diede sempre Edgardo. I contorni assunti dalla storia nella pubblicistica recente sono invece imputati da Messori all’anticlericalismo e a scopi politici denigratori.

David Kertzer in un articolo apparso online nel 2018 su The Atlantic, dal titolo The Doctored “Memoir” of a Jewish Boy Kidnapped by the Vatican, contesta in più punti l’attendibilità della autobiografia di Edgardo tradotta e pubblicata da Vittorio Messori, che risulterebbe in varie parti modificata per meglio aderire alle posizioni dello stesso Messori a sostegno dell’operato di Pio IX.

Di taglio diverso è la lettura che lo scrittore Massimo Mancini, dell’Ordine dei Domenicani, fa del “caso Mortara” nell’accurato saggio che dedica ad uno dei protagonisti della vicenda: l’inquisitore Pier Gaetano Feletti processato e assolto per il rapimento di Edgardo. Mancini infatti pone in evidenza il corto circuito creato dalla dimensione temporale con quella religiosa del potere ecclesiastico e tiene conto dell’evoluzione avvenuta nel pensiero della Chiesa in termini di diritti umani e di laicità dello Stato:

Massimo Mancini, Pier Gaetano Feletti e l’affare Mortara in Dominikaner und Juden. Dominicans and Jews. Personen, Konflikte und Perspektiven vom 13. bis zum 20. Jahrhundert. Personalities, Conflicts, and Perspectives from the 13th to the 20th Century, a cura di E.H. Füllenbach e G. Miletto, Berlin, De Gruyter, 2014, p. 421-437.

 

L’interesse che il “caso Mortara” suscita nel mondo artistico-letterario è uno degli aspetti affrontati recentemente da una studiosa, discendente della famiglia di Edgardo Mortara. Si tratta di Elèna Mortara autrice dei saggi:

Elèna Mortara, Cronache e performances, 1858-1860: il caso Mortara nei diari e documenti ebraico-italiani dell’epoca, «Annali d’italianistica», 36 (2018), p. 193-215

Elèna Mortara, I fatti e la lezione del caso Mortara, in Oltre il ghetto. Dentro & Fuori, a cura di Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara degli Uberti, Sharon Reichel, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana Editoriale, 2020, p. 182-195

Elèna Mortara, Ancora sulla breccia: conversioni forzate di bambini e Codice canonico, in 150 anni sulla breccia. Roma, una capitale in trasformazione, a cura di Marisa Patulli Trythall, Roma, Nova Delphi Libri, 2020, p. 277-292.

Elèna Mortara, La Questione Romana ed il Caso Mortara nella storia e nella letteratura dell’epoca, in I “misteri” di Roma. Personaggi e stereotipi della Roma ottocentesca, a cura di Marina Formica, LuoghInteriori /Istituto Nazionale di Studi Romani, 2022, p. 253-281, XXI.

e del libro dedicato a Victor Séjour, primo scrittore a trarre dalla storia un dramma teatrale nel 1859:

Elèna Mortara, Writing for justice. Victor Séjour, the kidnapping of Edgardo Mortara and the age of transatlantic emancipations, Hanover (New Hampshire), Dartmouth College press, 2015.

Il libro, vincitore del premio internazionale American Studies Network Book Prize nel 2016, mette in luce l’originalità di questo scrittore e del suo approccio che collega la situazione degli afroamericani negli Stati Uniti e quella degli ebrei europei evidenziando i rapporti che si creano fra i movimenti di emancipazione delle due sponde dell’Oceano.

Per ricostruire “il caso Mortara” e il suo contesto, accanto a questi contributi elenchiamo di seguito, in ordine cronologico, alcuni fra gli innumerevoli studi prodotti dalla ricerca più recente:

Bertram Wallace Korn, The American Reaction to the Mortara Case: 1858-1859, Cincinnati, American Jewish Archives 1957.

Gian Ludovico Masetti Zannini, Nuovi documenti sul «caso Mortara», in «Rivista storica della Chiesa italiana», XIII (1959), p. 239-279.

Antonella Campanini, L’identità coatta. La Casa dei catecumeni a Bologna, in Verso l’epilogo di una convivenza. Gli ebrei a Bologna nel XVI secolo, a cura di Maria Giuseppina Muzzarelli, Firenze, Giuntina, 1996, p. 155-176.

Giovanni Pizzorusso, Il caso Mortara: due libri e un documento americano, «Il Veltro», a. XLII, 1-2, gennaio-aprile 1998, p. 134-141.

Marina Caffiero, Battesimi forzati. Storie di ebrei, cristiani e convertiti nella Roma dei papi, Roma, Viella, 2004.

David I. Kertzer, Antisemitismo popolare e inquisizione negli stati pontifici, 1815-1858, con una prefazione di Letizia Ermini Pani, un’introduzione di Marina Caffiero e una bio-bibliografia dell’autore, Roma, Unione internazionale degli istituti di archeologia storia e storia dell’arte in Roma, 2006.

Gérard Da Silva, L’affaire Mortara et l’antisémitisme chrétien, Paris, Syllepse, 2008.

Dizionario storico dell’Inquisizione, diretto da Adriano Prosperi, con la collaborazione di Vincenzo Lavenia e John Tedeschi, Pisa, Edizioni della Normale, 2010.

David I. Kertzer, Mortara, Edgardo, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2012, LXXVII (2012), p. 227-230.

Pietro Ioly Zorattini, Tra l’autunno dello Stato Pontificio e gli esordi dello Stato post-unitario: il battesimo segreto di Ada Luzzatti, in «Metodi e Ricerche» – n.s., XXXI, 1 (gennaio-giugno 2012), p. 101-115.

Antonello Battaglia, Non possumus! Il caso Mortara nell’Italia risorgimentale, in Giuseppe Motta, Dall’antigiudaismo all’antisemitismo. Saggi sulla questione ebraica fra XIX e XX secolo, Roma, Nuova cultura, 2016, p. 31-56.

Michele Armellini, Salvare le anime dalla “perfidia” ebraica. Conversione nelle Legazioni pontificie di Bologna, Ferrara e Ravenna partendo da alcuni casi avvenuti a Cento, Tesi di dottorato di ricerca in Studi ebraici dell’Università di Bologna in cotutela con École pratique del hautes Études, 2021.