Archivio Merianin

Il libro d’artista propone una rilettura dell’opera e della vita di Maria Sibylla Merian attraverso l’uso libero e visionario di fonti iconografiche di provenienza diversa dal Seicento a oggi, e di varie tipologie: atlanti, libri, lettere, foto e cartoline. Tali materiali costituiscono, inoltre, la documentazione delle tecniche deputate per secoli alla riproduzione di immagini nei libri quali furono l’incisione, la litografia e la fotografia. Basandosi sul legame riconosciuto fra incisione e fotografia sviluppatosi a partire dal XIX secolo nella campo della ricerca e sperimentazione di metodi di riproduzione della realtà, per restituire l’ampio materiale emerso dalle ricerche in biblioteca e online si sono impiegate procedure di stampa manuali appartenenti alla cultura prefotografica: cianotipia, kallitipia e gomma bicromatata. La cianotipia, in particolare, fu utilizzata per la prima volta a fine Settecento in studi e stampe a tema naturalistico.

Le 55 stampe sciolte, di cui si compone Archivio Merianin variamente ripiegate e protette da buste e fogli, sono contenute in 9 cartelline (17 x 29cm) divise per nuclei tematici, luoghi, tappe esistenziali che si succedono come capitoli di un libro; su di esse numeri d’inventario, appunti di lavoro e notizie sui singoli documenti redatti in una scheda d’archivio, unica narrazione scritta del libro. I documenti iconografici hanno l’unico compito di raccogliere e restituire l’atmosfera e il mondo attorno a Maria Sibylla Merian, offrendosi alla visione come riaffioramenti di incontri, luoghi, paesaggi, disegni e osservazioni, tracce di un’esistenza e di un lavoro eccezionale.

Archivio Merianin. Del viaggio in Suriname e altre carte di Manuela Marchesan è stato realizzato in soli tre esemplari, non commerciabili, da le Magnificheeditrici nell’anno 2022.

 

Foto di Giovanna Delcorno